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Il nuoto fa bene alla scoliosi? Da sempre il nuoto è considerato lo sport completo, perfetto per risolvere tanti disturbi muscolo scheletrici, ed in particolare quelli a carico della colonna vertebrale. Una sorta di panacea.

Lo si è creduto per oltre 20 anni, periodo nel quale questo sport è stato largamente consigliato a chi aveva alterazioni posturali ed era praticamente un obbligo per tutti i pazienti con scoliosi. Se già le linee guida italiane sul trattamento della scoliosi nel 2005 affermavano “Il nuoto non è la panacea delle scoliosi e ci sono studi che tendono ad evidenziarne alcuni limiti o addirittura controindicazioni”, nel 2015 un brillante studio pubblicato da ISICO (Istituto Scientifico Italiano della Colonna Vertebrale) ha finalmente sfatato un mito: il nuoto non cura la scoliosi, anzi in molti casi può rivelarsi controindicato e rischia anche di provocare mal di schiena.

La ricerca ha messo a confronto un gruppo di 112 nuotatori agonisti che si allenavano 4-5 volte alla settimana con una popolazione scolastica, maschile e femminile, di 217 studenti pari età, che praticava sport in maniera amatoriale o non lo praticava affatto. Il risultato, a dir poco sorprendente, è stato che i nuotatori presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed un maggior grado di ipercifosi dorsale e iperlordosi lombare. Inoltre per le femmine aumentava il rischio di soffrire di mal di schiena.

Ed ecco la spiegazione di questo risultato inaspettato: il nuoto è una disciplina sportiva che si svolge in un ambiente antigravitario rappresentato dall´acqua. Lo stare in acqua implica delle forze e delle pressioni sul nostro corpo sostanzialmente diverse ed inferiori rispetto a quando ci troviamo fuori. Quindi il nuoto induce a un collasso della schiena e crea un dislivello di forza tra i muscoli erettori della colonna e quelli degli arti, che invece vengono maggiormente allenati.

Questo studio non intende demonizzare il nuoto, che presenta vari aspetti positivi: allena numerosi muscoli ed è un’ottima attività aerobica. A livello amatoriale, come qualsiasi sport praticato 1 o 2 volte al settimana, non si riscontrano problemi, ma per chi lo pratica con maggiore intensità e frequenza può rivelarsi dannoso e sicuramente non terapeutico.

 

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