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Mal di schiena. Cause e rimedi

Mal di schiena

Il mal di schiena o lombalgia è una patologia estremamente diffusa nei paesi industrializzati; la maggior parte degli studi indica che l’80% della popolazione sperimenta almeno un episodio di mal di schiena nel corso della vita. In Italia si stima che più di 15 milioni di persone soffrano di lombalgia; di questi circa 2 milioni ne soffrono in maniera cronica. Il mal di schiena nel nostro paese è la prima causa di assenza dal lavoro ed uno tra i maggiori motivi di richiesta di visite mediche e di indagini diagnostiche: rappresenta quindi un problema ad altissimo impatto sociale ed economico.

Mal di schiena: quali sono i fattori di rischio?

Se è ormai chiaro che il mal di schiena è diffuso tra gli individui di tutte le età e di ogni status sociale, la prevalenza varia in base a fattori come il sesso, l’età, il livello di istruzione e l’occupazione. La prevalenza della lombalgia è più alta nelle donne che negli uomini ed aumenta con l’età fino ad un picco verso i 60-65 anni.

L’associazione di vari fattori fisici e psicosociali aumenta il rischio di soffrire di mal di schiena; i fattori fisici comprendono attività lavorative che richiedano sforzi fisici intensi e ripetuti, il mantenimento prolungato di posture scorrette e attività fisica troppo intensa. Tra i fattori psicosociali, alti livelli di stress sono associati all’insorgere del mal di schiena così come fattori legati allo stile di vita quali la sedentarietà, il fumo ed il sovrappeso.

Mal di schiena: rischio di ricadute e cronicizzazione

Solitamente gli episodi di mal di schiena sono transitori e il miglioramento del dolore e delle limitazioni motorie si verifica entro poche settimane o pochi mesi. Se la maggior parte degli episodi di lombalgia si risolve con una semplice gestione medica di base, senza il bisogno di approfondimenti diagnostici o il ricorso a servizi specialistici, un terzo dei pazienti riferisce dolore persistente di intensità moderata dopo un anno dall’episodio acuto e/o episodi di mal di schiena ricorrenti.

Data l’alta prevalenza di lombalgia ricorrente (ripetersi periodico di episodi di mal di schiena) e cronica (dolore che dura da più di 3 mesi) e i relativi costi, i medici e i fisioterapisti devono dare priorità agli interventi terapeutici che prevengono le ricadute e l’instaurarsi di dolore cronico. Per fare questo, è fondamentale fare un’attenta diagnosi delle strutture e dei meccanismi che provocano il mal di schiena e indirizzare il trattamento in maniera specifica a quelle strutture e a quei meccanismi. E’ inoltre indispensabile analizzare i fattori predisponenti ed agire per modificarli.

Mal di schiena: quali strutture sono coinvolte?

Il mal di schiena può essere causato da varie strutture anatomiche, come muscoli, strutture fasciali, articolazioni, dischi intervertebrali, radici nervose e organi addominali. Inoltre i sintomi possono derivare da una “sensibilizzazione” che causa mal di schiena neuropatico. A seconda della fonte anatomica del dolore e dei meccanismi responsabili, il mal di schiena avrà caratteristiche diverse (qualità, localizzazione, comportamento, etc.) e seguirà uno schema specifico e ben riconoscibile da parte di un professionista esperto. La valutazione diagnostica del paziente con mal di schiena è una sfida che richiede un alto livello di specializzazione e complesse capacità cliniche; l’identificazione della fonte del dolore e dei meccanismi che lo provocano è di fondamentale importanza nel determinare l’approccio terapeutico corretto.

Per anni la lombalgia è stata inquadrata in maniera generica e il trattamento è stato finalizzato semplicemente a far passare il dolore nell’immediato.

Questo approccio generico ha portato spesso i pazienti a sviluppare episodi di mal di schiena ricorrenti o a cronicizzazione del problema.

Mal di schiena: quali sono le soluzioni efficaci?

Attualmente esistono conoscenze scientifiche che ci permettono di fare diagnosi precise e di impostare trattamenti mirati alla causa del problema. Solo un approccio terapeutico mirato a risolvere la causa del problema e a modificare i fattori predisponenti che hanno contribuito all’insorgenza risulta efficace sia nel risolvere gli episodi acuti sia soprattutto nel prevenire le recidive e la cronicizzazione.

 

Terapia manuale

La terapia manuale è una specializzazione della fisioterapia che si occupa dell’esame e del trattamento specifico delle problematiche muscolo-scheletriche. Si basa sul ragionamento clinico e utilizza strategie di trattamento altamente specializzate che comprendono tecniche manuali ed esercizi terapeutici.

Parte fondamentale dell’approccio della terapia manuale è la valutazione iniziale: durante il primo incontro con il Paziente, il fisioterapista effettua sempre un colloquio minuzioso, che analizza l’attuale condizione e la sua influenza sulla vita quotidiana. La descrizione della situazione, dal punto di vista del Paziente, è molto importante per il fisioterapista; le informazioni fornite dal paziente sono infatti l’elemento principale che guida l’impressione iniziale, mentre la risonanza magnetica deve essere effettuata solo in presenza di elementi clinici non completamente chiari, in presenza di deficit neurologici o altre condizioni mediche di rilievo. Durante la valutazione clinica il fisioterapista analizza i fattori predisponenti che hanno contribuito all’insorgere del mal di schiena, come il lavoro e le abitudini, i fattori biomeccanici ed ergonomici; inoltre indaga la presenza di fattori psicologici come stress, ansia e depressione.

Segue quindi un esame fisico approfondito, volto a testare i movimenti lombari e le strutture articolari, muscolari e nervose. Ogni Persona con lombalgia è diversa dalle altre: l’esame ed i test, sono pertanto adattati su ogni singolo caso. Grazie alle informazioni raccolte dal paziente e dall’accurato esame fisico, il fisioterapista è in grado di fare una diagnosi precisa delle strutture anatomiche e dei meccanismi che provocano il dolore acuto o cronico. La lombalgia viene quindi ben inquadrata dal punto di vista diagnostico e trattata con il metodo più appropriato. I metodi comprendono:

  • Tecniche che migliorano la mobilità articolare
  • Tecniche che migliorano i disturbi e gli squilibri muscolari e muscolo-tendinei
  • Tecniche che migliorano la flessibilità del tessuto nervoso
  • Spiegazioni sul meccanismo che scatena il problema e consigli per aiutare a mantenere il successo del trattamento nel tempo
  • Allenamento specifico per facilitare e ottimizzare le funzionalità richieste nella vita quotidiana e sportiva
  • Correzioni della postura, del movimento quotidiano e sport
  • Esercizi di autotrattamento da poter eseguire a casa e consigli sull’autogestione del problema

 

 

RPG Rieducazione Posturale Globale

Rieducazione posturlae RPGLa Rieducazione Posturale Globale è un metodo che consente di riequilibrare le tensioni miofasciali che provocano alterazioni posturali e che possono causare sovraccarico articolare e dolore. Questa metodica di trattamento risulta quindi particolarmente indicata per i pazienti con mal di schiena causato e mantenuto da atteggiamenti posturali scorretti che si sono strutturati nel tempo. Il lavoro è focalizzato sull’allungamento progressivo dei muscoli accorciati che hanno causato cambiamenti di postura; il metodo fornisce un allungamento generale delle catene muscolari, contribuendo ad aumentare la flessibilità e quindi l’ampiezza del movimento articolare.

I principi fondamentali su cui si basa la RPG sono:

Individualità: non esistono procedure standard per tutti i pazienti: l’RPG tratta ogni caso in maniera individuale. Attraverso un’approfondita valutazione iniziale si comprendono le esigenze specifiche e le problematiche peculiari del paziente, cosa che permette di impostare un trattamento personalizzato e mirato.

– Causalità: La terapia riabilitativa non deve essere diretta al sintomo (es. dolore alla schiena) ma da questo deve risalire alla causa primaria, che può essere anche lontana dal luogo di manifestazione dei sintomi.

– Globalità: è la vera e propria arma di questa metodica, che ci permette di trattare il paziente nel suo insieme corporeo, eliminando tutti i compensi messi in atto dal problema principale. Non si può infatti trattare la colonna lombare analiticamente, senza tenere conto delle influenze e della interdipendenza con i distretti contigui, come colonna dorsale, articolazioni sacro-iliache e anche.

 

 

Il fisioterapista esperto è in grado di scegliere l’approccio migliore per ogni singolo paziente e questo consente di ottenere il maggior successo nel minor tempo e nel minor numero di sedute.

 

Anche tu soffri di mal di schiena?

Hai già provato altri trattamenti ma non hai ottenuto i risultati desiderati?

Non sarebbe meraviglioso se anche tu trovassi finalmente un modo efficace per migliorare il tuo mal di schiena?

 

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